L’HR NEL 2024 DOVRÀ CAVALCARE IL CAMBIAMENTO

Dicembre 12, 2023

Uno sguardo al talent scouting dell’anno che verrà e all’impatto della tecnologia degli algoritmi sul mercato del lavoro

In questi ultimi giorni del 2023 abbiamo a disposizione una serie di dati molto interessante sui 12 mesi trascorsi sul mercato del lavoro. Dati che, se correttamente interpretati, possono dare indicazioni molto interessanti sui prossimi 12 mesi.

Nel prossimo anno, << un tema sempre più centrale sarà il possibile impatto della tecnologia degli algoritmi sul mercato del lavoro >>, scrive Gianni Rusconi su Il Sole 24 Ore.

Strumenti di AI GenerativaChatGPT su tutti – e loro applicazione nel mondo del lavoro apre due scenari:

1) la richiesta di nuove competenze e quindi la creazione di nuovi ruoli e posti di lavoro:

2) la prospettiva che milioni di posti di lavoro saranno erosi da queste nuove tecnologie.

Come trovare il giusto equilibrio?

Secondo le valutazioni di Indeed Hiring Lab, gli indici che misurano la domanda di lavoro mostrano un graduale raffreddamento dopo il picco raggiunto all’inizio del 2022. Tuttavia, il fenomeno della “great resignation” di cui abbiamo spesso parlato su questa pagina e sul blog Dc Group sembra essersi sostanzialmente frenato, con tassi di abbandono tornati ai livelli pre-Covid, che erano già elevati.

Alla luce di questi due aspetti che tanto avevano inciso nel 2022, le prospettive per il futuro immediato sembrano positive e gli esperti parlano di un mercato del lavoro piuttosto favorevole.

Nel campo delle risorse umane nel 2024, quindi, ci sarà un riassestamento tra richiesta di nuovi posti di lavoro e chiusura di vecchie posizioni aperte.

Secondo Pawel Adrjan, Direttore Emea & Apac Economic Research di Indeed, sebbene il mercato del lavoro stia rallentando, è probabile che il numero di disoccupati rimanga relativamente basso. I posti di lavoro vacanti sono diminuiti rispetto ai picchi del 2022/23 e la creazione di nuovi posti di lavoro sta procedendo a ritmi più lenti a causa della frenata della crescita economica. Tuttavia, le aspettative occupazionali delle imprese sono più forti rispetto al difficile momento economico, anche se le assunzioni rimarranno difficili in molti settori, soprattutto nei servizi, nella sanità e nei mestieri specializzati. In Italia, ad esempio, il 38% delle aziende di servizi afferma che la carenza di manodopera sta limitando la produzione.

Un’altra tendenza da tenere d’occhio è la crescita dei salari: l’incremento delle buste paga è sceso dal picco del 5,2% alla fine del 2022 al 3,8% nell’ottobre 2023. Tuttavia, se consideriamo l’inflazione accumulata, i salari reali nella maggior parte dei Paesi non hanno ancora raggiunto i livelli del 2021. La continua ripresa degli stipendi sarà quindi importante per sostenere la spesa dei consumatori e l’economia generale in Europa.

Il lavoro ibrido e altre forme di flessibilità dovrebbero guadagnare terreno per la crescita occupazionale. Tuttavia, nel breve termine, potremmo assistere a una diminuzione delle aziende che offrono posti di lavoro orientati alla flessibilità, specialmente in caso di recessione prolungata. Tuttavia, i candidati rimangono molto interessati al lavoro ibrido, quindi a lungo termine potrebbe diventare uno standard in molti settori. La flessibilità è considerata il secondo fattore più importante per i candidati e per coloro che stanno pensando di cambiare lavoro.

L’Hr nel 2024 avrà un compito non semplice: continuare a cavalcare il cambiamento finché non porterà a situazioni più stabili. Un percorso che richiederà diversi anni vista la fase di transizione che viviamo oramai dal 2020.

“Il vero trend del nostro millennio? I cambiamenti che prima avvenivano in un anno, oggi avvengono in 5 giorni. E quando tutto si trasforma nelle aziende, compito dell’HR è garantire il suo sostegno al management e alle persone. Nel 2024 l’HR sarà un “coach del cambiamento”: da un lato dovrà essere colui che segnala, dati alla mano, opportunità di innovazione e che ne mostra vantaggi e criticità al management; dall’altro dovrà supportare le sue persone, indagando le loro necessità e l’impatto che ha su di loro questo cambiamento”. Silvia Orlandini, Chief People Officer di Reverse.

Nella prossima ‘puntata’ ci soffermeremo sui 6 trend HR che caratterizzeranno il 2024. #StayTuned!

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