Global Gender Gap Report 2024

Giugno 14, 2024

Global Gender Gap Report 2024

Mancano 134 anni per colmare il divario di genere. In Italia la situazione è peggiorata negli ultimi 2 anni

Sono stati pubblicati i risultati dell’ultimo Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum (WEF). Ebbene, secondo la ricerca ci vorranno ancora 134 anni per raggiungere la parità di genere a livello globale, tre anni in più rispetto alla stima dello scorso anno. Nonostante il 68,5% del divario di genere mondiale sia stato colmato, il progresso è stato di soli 0,1 punti percentuali rispetto al 2023, indicando che il gap sarà completamente colmato solo nel 2158. Questi dati evidenziano un rallentamento nei progressi verso l’uguaglianza di genere.

Un dato particolarmente preoccupante riguarda l’Italia, che negli ultimi 24 mesi è scesa dalla 79ª all’87ª posizione su oltre 140 paesi valutati.

Saadia Zahidi, amministratore delegato del World Economic Forum, ha dichiarato: “Nonostante alcuni aspetti positivi, i progressi lenti e incrementali evidenziati nel Global Gender Gap Report di quest’anno sottolineano l’urgente necessità di un rinnovato impegno globale per raggiungere la parità di genere, in particolare nella sfera economica e politica. Non possiamo aspettare fino al 2158 per la parità. Il momento per un’azione decisiva è adesso”.

Il report

Il report, giunto alla 18ª edizione, esamina l’evoluzione dei divari di genere in quattro aree: partecipazione economica e opportunità, livello di istruzione, salute e sopravvivenza ed emancipazione politica. Nel 2024, il report ha confrontato 146 paesi, misurando il progresso verso la parità su una scala da 0 a 100.

Nel 2024, il divario globale tra i sessi è stato colmato del 68,5%, con un miglioramento di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Metà delle economie analizzate ha visto un miglioramento, mentre il 43,8% ha riportato peggioramenti.

Le cinque economie con i maggiori miglioramenti sono state: Ecuador (+34 posizioni, 16° posto), Sierra Leone (+32, 80° posto), Guatemala (+24, 93° posto), Cipro (+22, 84° posto) e Romania e Grecia (+20, rispettivamente 68° e 73° posto). Tra i cali significativi, Bangladesh ha perso 40 posizioni, scendendo al 99° posto.

Le economie europee continuano a dominare la top 10 globale, occupando sette posti, con Islanda (93,5%) al primo posto per il 15° anno consecutivo. Altri paesi con alte performance includono Finlandia, Norvegia e Svezia. Nuova Zelanda, Nicaragua e Namibia rappresentano le altre regioni nella top 10.

Islanda come modelli

L’Islanda rimane in testa all’indice, avendo colmato oltre il 90% del divario di genere. La top 10 include Finlandia, Norvegia, Svezia e Nuova Zelanda. La Lituania è uscita dalla top 10, sostituita dalla Spagna. Guyana e Uzbekistan sono nuovi entrati nell’indice, mentre Sudan ha chiuso la classifica.

Posizioni apicali inaccessibili per le donne

Nonostante un aumento della rappresentanza femminile in politica, le posizioni di alto livello rimangono in gran parte inaccessibili per le donne. Nel settore industriale, le donne continuano ad essere sotto-rappresentate ai livelli dirigenziali.

STEM e talenti dell’IA: lentamente qualcosa si muove

La partecipazione femminile nella forza lavoro è migliorata, ma resta inferiore a quella maschile. Le donne rappresentano il 42% della forza lavoro globale e il 31,7% dei dirigenti senior. La presenza femminile nei campi STEM e nei talenti dell’intelligenza artificiale sta aumentando, ma rimane una sfida significativa.

Risultati e tempi di raggiungimento della parità in Europa

L’Europa è la regione con il maggior progresso verso la parità di genere, seguita da Nord America e America Latina. Le regioni con i punteggi più bassi sono Asia meridionale e Medio Oriente e Africa settentrionale.

Male l’Italia

L’Italia è scesa all’87° posto, con uno score di 0,703 su 1, peggiorando rispetto all’79° posto dello scorso anno. L’Italia è particolarmente carente nell’emancipazione politica e nella partecipazione economica.

Cosa fare?

“Le condizioni macroeconomiche e geopolitiche svolgono un ruolo chiave nel plasmare le possibilità attuali e future di raggiungere la parità di genere per Paesi e regioni. Negli ultimi anni, i progressi in materia di uguaglianza di genere sono stati frenati da shock consecutivi, crolli progressivi delle infrastrutture sociali e assistenziali e persistenti disuguaglianze aggravate dalle trasformazioni sistemiche. “Come dimostrano i risultati dell’indice di quest’anno, la portata e la velocità dei progressi sono profondamente insufficienti per raggiungere l’uguaglianza di genere entro il 2030”, leggiamo su esgnews.it

Abbiamo affrontato recentemente su LinkedIn le politiche e le azioni aziendali Dc Group sul tema che hanno praticamente azzerato il gap di genere

https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7165417978803470336/

Torneremo con un nuovo approfondimento con le nostre nuove iniziative 2024.

 

 

 

 

 

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