Gender Pay Gap in Italia nel settore privato.

Novembre 24, 2023

La parità salariale tra uomini e donne è più vicina, ma ancora lontana

Il Gender Pay Gap è il divario retributivo di genere, ovvero la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini.

Le differenze salariali di genere sono molto più evidenti nel settore privato rispetto a quello pubblico. I numeri sono in generale migliori rispetto agli anni precedenti e, ma sono da tenere in costante monitoraggio perché raccontando ancora di una distanza importante.

Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio dell’Inps sui lavoratori dipendenti del settore privato nel 2022 la differenza di retribuzione tra uomini e donne in Italia ha raggiunto i 7.922 euro. Il divario è “significativamente correlato” alla maggiore presenza di lavoro part time tra le lavoratrici

La parità salariale tra uomini e donne è più vicina, ma ancora lontana.

“La retribuzione media annua complessiva di chi lavora in Italia è di 22.839 euro; per il genere maschile è di 26.227 euro contro i 18.305 euro del genere femminile. Le differenze sono marcate anche tra i territori con le retribuzioni medie nel 2022 più elevate nell’Italia settentrionale, pari a 26.933 euro mentre per Sud e Isole le medie sono di 16.959 e 16.641 euro. Tra le Isole e il Nord-Est la differenza è di 7.333 euro” lèggiamo nel report Inps diffuso da Il Sole 24 Ore

Crescono i dipendenti, crescono le nuove posizioni lavorative e le aziende registrano una crescita costante rispetto agli anni precedenti, ma sul gender pay gap le misure in vigore non sono sufficienti.

Secondo l’Inps su questi dati incide molto Il divario di stipendio la maggiore presenza di lavoro part time tra le donne: il numero di lavoratrici che nel 2022 hanno avuto almeno un rapporto di lavoro part time è pari a 3.584.665, contro 2.066.260 maschi. Nel 2022 il 21% dei dipendenti maschi ha avuto almeno un rapporto di lavoro a tempo parziale mentre tra le femmine la quota di lavoratrici con almeno un part time nell’anno è pari a circa il 49%.

Ma l’incidenza dei contratti part-time non spiega una differenza media di circa 8 mila euro e una disparità di retribuzione tra ruoli simili o identici che in Italia è ancora molto marcata. Oltre all’azione delle Istituzioni, l’Intelligenza Artificiale può dare un grande sostegno per intervenire: “La tecnologia può svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre il gender pay gap. Strumenti come l’intelligenza artificiale, il machine learning e l’analisi dei dati possono aiutare le aziende a individuare schemi discriminatori nei processi decisionali e nelle pratiche retributive”, scrive Nicoletta Pisanu su Agenda Digitale.

Sicuramente l’AI può arrivare dove per anni non abbiamo avuto molti strumenti risolutivi, ma secondo noi di Dc Group c’è bisogno di un cambio di approccio culturale che abbia come parametro di riferimento per i compensi non il sesso o altre caratteristiche, ma principalmente IL MERITO.

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