2024: Il welfare aziendale è sempre più al centro delle ambizioni di crescita delle aziende.

Maggio 24, 2024

Il welfare aziendale è sempre più al centro delle ambizioni di crescita delle aziende. Diversi studi recenti confermano che anche in Italia si è preso coscienza dell’importanza di iniziative, benefit e piani messi in atto dal datore di lavoro per migliorare la qualità lavorativa e la vita del dipendente.

 

Torniamo a parlare oggi di welfare aziendale, sempre più perno dei piani e dei progetti di sviluppo delle aziende. Anche in Italia. Per sostenere questa tesi, che abbiamo più volte analizzato nelle pagine del nostro blog DC GROUP da un punto di vista generale, ci vengono in aiuto diversi studi recentemente pubblicati da The European House-Ambrosetti, Sda Bocconi, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Censis-Eudaimon, Edenred, Whappy . Un po’ di dati.

Una ricerca di The European House-Ambrosetti ha rilevato che una spesa annuale media di 2.500 euro per il benessere di ciascun dipendente genera un valore reale di oltre 11.000 euro per il lavoratore.Il welfare aziendale, quindi, offre un valore ai lavoratori 4,5 volte superiore alla spesa sostenuta dall’azienda, e può incrementare i ricavi dell’azienda oltre il 10%.

Un rapporto di Sda Bocconi, coordinato da Alberto Dell’Acqua, evidenzia che l’introduzione di pratiche di welfare aziendale aumenta significativamente la probabilità di un incremento dei ricavi superiore al 10%. Questo rende il welfare aziendale una strategia vantaggiosa sia per le imprese che per i dipendenti. Non sorprende quindi che il 59,5% delle imprese italiane ha preso coscienze che senza welfare aziendale non si va da nessuna parte e non si è competitivi sul mercato del lavoro e nei confronti dei competitor di settore e abbia integrato misure di welfare nei contratti (dati Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Inoltre, il riconoscimento del welfare come leva strategica di sviluppo è aumentato dal 6,4% nel 2016 al 14,1% nel 2023.

L’ultimo Rapporto Censis-Eudaimon conferma che l’89,2% dei lavoratori desidera un welfare personalizzato, modulato sulle singole esigenze, per aumentare l’engagement. Il 72,4% apprezzerebbe un consulente per problemi di sanità, previdenza o scuola dei figli. Tra i dirigenti, la percentuale sale al 79,9%, mentre tra gli operai è del 68,8%. Il 90,6% dei dirigenti desidera gestire i servizi di welfare tramite un’app sullo smartphone per facilitare l’uso.

L’Osservatorio di Edenred indica che circa l’80% dei dipendenti vede nel welfare aziendale un potente strumento per raggiungere gli obiettivi di business e aumentare la competitività dell’azienda. I benefit più comuni includono buoni pasto (42%), servizi per la salute (37%) e flessibilità nell’organizzazione del lavoro (30%). Tra i servizi meno comuni vi sono quelli per la mobilità (13%) e per la persona e i familiari dei dipendenti (11%).

I programmi fedeltà, tradizionalmente rivolti ai clienti, stanno dimostrando la loro efficacia anche per i dipendenti. Uno studio di Whappy ha rilevato che i dipendenti coinvolti in programmi loyalty hanno il 33% in più di probabilità di essere soddisfatti del proprio lavoro e il 25% in più di probabilità di rimanere in azienda per oltre tre anni. Questi programmi, se ben strutturati, possono includere sconti, punti fedeltà, premi, accesso a eventi speciali e omaggi, contribuendo a trasformare i dipendenti in ambasciatori del brand.

 

 

Come DC GROUP ci consideriamo ‘pionieri’ tra le aziende che hanno cercato di comprendere i dipendenti e di trovare il giusto equilibrio tra esigenze produttive e vita professionale e privata delle risorse.

Un welfare aziendale condiviso e apprezzato favorisce la stabilità produttiva e minori costi di formazione. Inoltre, un buon ambiente lavorativo può migliorare l’employer branding, attirando nuovi talenti.

L’attenzione che l’azienda mostra verso i dipendenti crea un incentivo concreto che va oltre il salario, contribuendo a stabilizzare il personale e ridurre il turnover. Se implementato con attenzione, il welfare aziendale diventa fondamentale per costruire una cultura aziendale inclusiva e orientata al successo a lungo termine.Se avete considerazioni, commenti, critiche o riflessioni, vi ascoltiamo con molto interesse!

 

 

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