12 maggio, Festa della Mamma is coming…

Maggio 10, 2024

12 maggio, Festa della Mamma is coming…

 

Mamma & Carriera: le due cose possono convivere? Sì! Parola delle mamme di DC GROUP!

 

In tante realtà del mercato produttivo italiano essere mamma e fare carriera sono due rette parallele che non si incontrano mai. Abbiamo approfondito più volte su questa pagina e sul blog Dc Group il tema, da più punti di vista, oggi vi dimostriamo come nella nostra azienda le due rette si incontrano e si rispettano!

 

13 mamme in Dc Group, ognuna con la sua esperienza diversa, ognuna con figli di età differenti, ognuna con la sua carriera: una nel marketing, 2 tra i grafici, 2 agli acquisti, 3 in amministrazione, 2 in HR, una in Business Controller, una in Front Office e una nel Top Management.

 

Una vera e propria “carica” di 13 mamme che inverte la percezione comune che c’è nel nostro Paese sull’essere mamma e allo stesso tempo puntare sulla carriera. Oggi in Italia le mamme guadagnano meno dei papà e fanno meno carriera degli uomini. Ma non basta: otto donne su dieci che lavorano si sentono in colpa perché trascurano la famiglia

 

È una ricerca fatta da Groupon a dirci che le mamme: “sono troppo stanche quando finalmente possono dedicarsi alla famiglia (40%), vanno sempre di corsa rispetto ai figli che invece meriterebbero calma e tempi lunghi (23%), dedicano poco tempo in generale alla famiglia (20%). L’autoflagellazione arriva perfino a sentirsi in colpa (4/10) quando si lasciano i bambini dai nonni: più di quando si mollano davanti a un televisore, a un computer, a un videogioco (23%). Fino a che punto arrivi questo non volersi bene, questo sottovalutarsi, lo si capisce bene da un ultimo dato: la stragrande maggioranza delle donne (63%) considerano i sensi di colpa una loro totale responsabilità” (Antonio Galdo – nonsprecare.it)

 

La scelta tra essere una mamma e perseguire una carriera è una decisione personale e complessa che ogni donna deve affrontare in base alle proprie priorità, alle circostanze personali e alle opportunità disponibili. È importante riconoscere che entrambe le scelte possono essere valide e che non esiste una risposta universale corretta. Alcune donne decidono di concentrarsi sulla maternità e dedicare il proprio tempo e le proprie energie alla cura dei propri figli, magari sacrificando temporaneamente o definitivamente le loro ambizioni di carriera. Ma questo approccio secondo il quale una cosa esclude l’altra è anacronistico e purtroppo avvalorato dalla percezione e dalla cultura italiane (e dalle politiche ancora indietro in termini di sostegni ed agevolazioni) che ancora fanno fatica a considerare le due cose come conciliabili.

 

L’approccio corretto e vincente è quello che vede le donne scelgono di perseguire una carriera mentre gestiscono anche la maternità, bilanciando le esigenze della famiglia e del lavoro nel miglior modo possibile. La società dovrebbe sostenere le donne indipendentemente dalla scelta che fanno, garantendo politiche di supporto alla genitorialità sul posto di lavoro, come congedi parentali retribuiti, orari flessibili e asili nido accessibili. Questo permette alle donne di conciliare meglio i loro ruoli di madri e professioniste. È importante abbattere gli stereotipi di genere che possono influenzare le percezioni sulla capacità delle donne di svolgere ruoli di leadership o di eccellere nella propria carriera mentre sono madri. La società dovrebbe valorizzare e sostenere le donne in entrambi i ruoli, riconoscendo che possono essere madri fantastiche e professioniste di successo allo stesso tempo. Purtroppo, la discriminazione delle mamme sul posto di lavoro è ancora una realtà in molti contesti. Le donne spesso affrontano sfide come la mancanza di opportunità di avanzamento di carriera, salari più bassi rispetto ai colleghi maschi, e stereotipi di genere che presumono che le donne con figli siano meno impegnate o meno disponibili per il lavoro. La discriminazione può manifestarsi in vari modi, come l’esclusione da progetti importanti, la mancanza di promozioni o aumenti salariali, o addirittura licenziamenti ingiustificati. Inoltre, le mamme potrebbero essere soggette a commenti negativi o pressioni per bilanciare le richieste di lavoro con la cura dei loro figli. Le leggi italiane proibiscono la discriminazione di genere sul luogo di lavoro, compresa la discriminazione nei confronti delle donne per motivi legati alla maternità. Tuttavia, l’applicazione di tali leggi potrebbe essere disomogenea e molte donne potrebbero non denunciare atti discriminatori per paura di ritorsioni o per la mancanza di supporto.

 

Per affrontare efficacemente la discriminazione delle mamme sul posto di lavoro, è necessario, come anticipato, sicuramente un impegno da parte delle istituzioni governative, ma le aziende stesse possono fare tanto. In Dc Group dedichiamo sempre più tempo e risorse a politiche aziendali che promuovono l’uguaglianza di genere, la flessibilità lavorativa e il sostegno alla genitorialità per contribuire a creare un ambiente lavorativo più equo e inclusivo per tutte le mamme lavoratrici.

 

Essere mamma e lavorare in Italia può essere una sfida, ma molte donne italiane lo fanno con successo ogni giorno, la nostra azienda ne è testimonianza. L’Italia ha un sistema di congedo parentale abbastanza generoso rispetto ad alcuni altri paesi, che può fornire alle mamme il tempo necessario per prendersi cura dei loro bambini nei primi mesi di vita. Poi ci sono anche sfide come la mancanza di asili nido sufficienti, ma affronteremo questo tema in un altro approfondimento.

 

Per fortuna in Dc Group di mamma non ce n’è una sola!

 

PS: BUONA FESTA DELLA MAMMA!!!

 

 

 

 

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